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martedì 5 maggio 2015

A caccia di texture.

E' da alcuni giorni che muniti di fogli di carta bianca ovviamente di recupero e di pastelli a cera si va a caccia di texture, a scoprire superfici lisce, a rilievo, a gobbe, ruvide. Basta appoggiare il foglio e iniziare a colorare, il risultato è la produzione continua di originalissime carte texturizzate da appendere come opere d'arte o da usare tagliandole e strappandole per comporre dei collage.


 
E' un'attività versatile che si può fare sia al chiuso che all'aperto, da soddisfazione immediata, per i bambini vedere comparire una texture da un foglio bianco ha un sapore di magia e crea dipendenza perché una volta che avrete attivato i vostri bambini alla caccia di texture non li fermerete più.

Se vi piace l'idea vi consiglio il libro di Beba Restelli “A che gioco giochiamo” della Corraini in cui metà del libro è dedicato ad illustrare nel dettaglio i laboratori di Bruno Munari sulle texture e il frottage. Eh si, un'idea così semplice e brillante non poteva essere che di Munari.

Buona caccia alle texture, un suggerimento, i tombini e le cortecce danno dei risultati spettacolari!


la Keale.

venerdì 13 febbraio 2015

Vdl: Corso per costruttori di pop up

Ci sono libri da leggere, libri per imparare, libri attività, libri magici. “Corso per costruttori di pop up” Editoriale Scienza fa parte della terza categoria ma anche della prima, della seconda e della quarta. E' da leggere, indubbiamente, leggendolo si imparano un sacco di trucchi, di magie e di tecniche per fare un pop-up, si scoprono i diversi tipi di piegature, gli effetti che si possono far fare a due pezzi di carta.




Una volta imparato ci si butta a tagliare, incollare e costruire il tutto seguendo passo a passo le dettagliatissime istruzioni. E poi dopo le “fatiche”, le dita appiccicate, il caos sul tavolo, lo sconforto del non posso farcela, non riuscirò mai, arriva il momento magico, l'apertura delle libro e il ritrovarsi faccia a faccia con un muro imponente che viene fuori dalle pagine e quasi ti sembra di vederlo animarsi, con le sentinelle che scrutano dall'alto delle torri...passata la sorpresa iniziale arriva il momento dell'orgoglio di averlo costruito con le proprie mani! Ditemi che non è magia questa.



Se non piacciono i castelli non c'è nessun problema è possibile impratichirsi anche con un dragho, Frankenstein e la giungla e continuare con nuovi personaggi di propria invenzione perché una volta imparata la tecnica c'è il rischio di non fermarsi più e diventare un pop-up dipendente.

Qua trovate la scheda del libro.

 


L'iniziativa il venerdì del libro è del blog di homemademamma.


Se vuoi vedere i nostri precedenti VDL li trovi qui.

la Keale.

mercoledì 17 dicembre 2014

Inventa storie.

Vi racconto una storia molto speciale, l’autrice della storia è la mia bestiolina che ormai ha 5 anni e che ogni giorno mi ricorda che non sarò mai pronta per la sua adolescenza. A cinque anni si sa che ormai non si è più piccoli e il primogenito perfettino dovrebbe proprio smetterla di far notare che ci sono giochi a cui lei non può giocare perché non sa scrivere, leggere e far di conto. La piccola di casa non si perde mai d’animo e, oltre ad aver imparato a far di conto, dimostra in ogni occasione che lei può giocare perché una soluzione la trova, sempre. Quando abbiamo iniziato a giocare con le carte “cuntala” (per i pochi che non lo sapessero lo scopo di questo gioco è inventare delle storie) la bestiolina si faceva semplicemente leggere ciò che era scritto e non illustrato, ogni tanto ci ricordava che nelle istruzioni c’è scritto che “in questo gioco è tutto possibile e ogni regola può essere inventata”, così quasi un mese fa ha dato l’idea alle Kemate per un bellissimo laboratorio. Abbiamo trovato un posto accogliente come lo Studio d’arte di Francesca Rovetto, abbiamo invitato un po’ di bambini e siccome molti non sapevano leggere abbiamo lasciato che illustrassero le loro storie, ispirati dalle carte che avevano scelto.


La bestiolina aveva pescato: una betoniera, un airone, una famiglia, un sottomarino e la frase fece il solletico, così la sua storia è diventata:

“Un treno guidato da un airone fece il solletico a un sottomarino abitato da una famiglia”
 
Inutile dirvi che le sue illustrazioni erano strepitose ma io madre ottusa avevo un sacco di obiezioni:

“Perché un treno se avevi pescato una betoniera?”

“Perché quella betoniera mi ha fatto pensare ad un treno che poverino (il treno!) non c’è nelle carte”

“Perché se la famiglia era un po’ bianca e un po’ nera tu li hai fatti tutti bianche e biondi”

“Perché nella nostra famiglia siamo tutti bianchi e biondi, tranne tu e papà che ormai siete grigini!”

“Perché…” 
“Perché mamma questa è la mia storia, se vuoi puoi fartene una anche tu…”

Ha ragione lei, la sua storia è bellissima, impazzisco per come ha illustrato “fece il solletico”, mi ha promesso che nella vacanze di natale inventeremo insieme tantissime storie ma questa volta vuole che le raccontiamo in tutte le lingue (ogni carta è in italiano, francese, inglese, tedesco e spagnolo), quindi io ora vi lascio vado a studiare le pronunce per non essere impreparata.

Buone storie a tutti voi.

la KeElle.

martedì 30 settembre 2014

Idee autunnali.

Tre semplici idee per utilizzare le prime foglie cadute.

1.
Dividere le foglie raccolte per grandezza, forma e colore. E se le foglie vengono tutte dalla stessa pianta cosa si può fare? Dividerle per grandezza e colore, è incredibile la varietà che si può trovare sotto una singola pianta, non ci credete fate una prova. Queste sono foglie raccolte sotto due esemplari di Albero dei tulipani, i colori diversi stanno ad indicare che sono cadute in momenti differenti e che l'autunno pian pian si avvicina.


2.
Costruire una bella ghirlanda con tutte le gradazioni di colori autunnali. Lavoro che può essere completato in una sola giornata oppure può proseguire anche per un mese intero raccogliendo colori diversi ogni giorno seguendo il progredire della stagione.




3.
Confezionare un bel bouquet.



mercoledì 30 aprile 2014

Come ti riciclo la Pasqua.

Dopo l'invasione di uova di Pasqua arriva il momento tanto atteso da ogni riciclo-compulsiva ovvero riutilizzare, dare nuova vita e non buttare via niente di tutto quello che è rimasto o avanzato. Per iniziare potete leggere un nostro vecchio post poi potete passare a leggere qua sotto.

L'incarto.

L'incarto può essere riutilizzato come imbottitura per libretti morbidosi-croccanti fai-da-te, sono adatti per bimbi piccoli, che passeranno il loro tempo a stropicciare e accartocciare le pagine per sentirne il rumore.
Oppure più semplicemente come carte sensoriali, si stendono per terra e si fanno camminare sopra i bambini, si divertiranno un mondo a fare passeggiate rumorose.
Per i bimbi più grandi l'idea l'ho vista sul sito di greenme, in cui spiegano come costruire un aquilone utilizzando la carta dell'uovo.



I contenitori delle famigerate sorpresine.

Se sono dello stesso colore possono essere usati per costruire un memory sonoro come avevamo fatto qui invece se sono di diversi colori si può costruire un bel bruco colorato, le istruzione le trovate qui.


foto presa dal blog itsalovelylife.com

Se avete bimbi un po' grandicelli e che non gradiscono la matematica su questo blog ho trovato una serie di spunti per giocare con la matematica e i numeri utilizzando i contenitori della uova.


La cioccolata e la colomba.

Certo si ricicla anche il cibo proprio perché non deve avanzare più niente, qua trovate una ricetta semplicissima per fare una torta con il cioccolato delle uova mentre su questo sito, che è una miniera d'oro di cucina con scarti ed avanzi, trovate una ricetta per fare cannoli con fettine di colomba avanzate.

Adesso aspetto le vostre idee riciclose.


la KeAle






martedì 15 aprile 2014

Le carte Cuntala e le differenze di genere.

Girovagando nella rete avevo visto un post di quando fuori piove che raccontava di un gioco di carte pensato per divertirsi con personaggi fuori dagli stereotipi, per trattare l’argomento delle differenze di genere in modo simpatico e inconsueto. Avevo pensato che volevo assolutamente quelle carte perché per “superare” i luoghi comuni bisogna iniziare a lavorare sin da piccoli.
In casa abbiamo un librettino di cartone senza parole, con i personaggi Disney con le divise di diversi lavori, io e i nani lo sfogliavamo cercando di affrettarci a dire il nome del mestiere rappresentato prima di tutti. Ogni volta che compariva paperina vestita di bianco con una siringa in mano e lo stetoscopio io urlavo “infermiera” e loro “dottoressa”. I miei figli sono puri, io ormai sono contaminata. 
 



Con queste premesse quando sono arrivate le carte Cuntala ho detto ai miei Kebimbi “dobbiamo testare un nuovo prodotto delle Kemate”, si sono messi subito a disposizione e ne è derivato un delizioso siparietto.
Come leggerete il gioco è composto da 44 carte suddivise in quattro grandi gruppi. Ciascun gruppo ha un colore: personaggi (celeste), oggetti (verde), azioni (arancio) caratteristiche (lilla).




Lo scopo del gioco è inventare delle storie, le regole possono essere inventate, gli ideatori danno qualche suggerimento solo per chi fosse spaventato da tutta questa libertà.
Ogni carta presenta le scritte in cinque lingue: italiano, francese, inglese, spagnolo e tedesco.
I personaggi sono un po’ inconsueti, forse solo per noi adulti, i miei figli non hanno battuto ciglia a vedere la muratric-e e l’ostetric-o, di sindac-a ne conosciamo più di una, papà in cucina ci sta spesso e i piccoli giurano di avere un libro in cui si parla delle donne che nella storia hanno fatto la astronauta.
Per ogni gruppo di carte c’è un jolly, cioè una carta libera, sta al giocatore inventare personaggi, oggetti, caratteristiche e azioni.



I verbi sono declinati per tempo e persona come se fossero pezzi di storie vere, ma si possono cambiare tempo e persona a proprio piacimento.
Cosa ci è piaciuto di più di questo gioco, direttamente dalla voce dei protagonisti:
Inventare le regole (primogenito perfettino).
La mia storia : Papà in cucina che fa il caffè con il frullatore per la sua famiglia (bestiolina).
Imparare come si dice “russava fortissimo” in altre 4 lingue (KeElle).
Sapere che possiamo mandare le storie più belle a cuntala@cuntala.com (tutti e 3)



Qualche informazione in più.
Cuntala è un progetto di Barbara Imbergamo, socia di Sociolab, un dottorato in storia contemporanea, una figlia femmina e un figlio maschio, da sempre attenta ai temi di genere e della multiculturalità. Per saperne di più visita il sito www.cuntala.com

Allora cosa aspettate ad averle? Dopo averle testate i miei pupi mi hanno detto che speravano che a Pasqua arrivassero queste carte anche a loro... non saranno delusi!
Se vi interessano o le volete per i vostri figli le trovate qui.

La KeElle

martedì 4 marzo 2014

Marionette per tutti.

Dicono che raccontare storie sia un’attività molto importante per la crescita dei bambini, a casa nostra le storie non solo si raccontano ma si drammatizzano, utilizzando burattini a fili, pupazzi di tutti i tipi, calzini spaiati trasformati in splendidi draghi, oppure costruendo con i cubi personaggi immaginari. 


Basta un divano, un tavolo, un tenda e via che si iniziano a raccontare episodi fantastici. Potete cimentarvi nella costruzione di marionette da dita
o se siete meno abili manualmente potete realizzare semplicissimi personaggi con carta e stuzzicadenti o usare i peluche che avete in casa l’importante è non smettere mai di raccontare…





la KeElle.

mercoledì 26 febbraio 2014

Dimmi un numero.

Siamo nella molto discussa era dei nuovi nativi digitali, i miei figli hanno imparato praticamente da soli ad accendere il computer, digitare la password (anche la bestiolina che non sa ancora leggere e scrivere) e andare su internet o sul programma di scrittura. La fanatica di Peppa pig ha imparato tutti i nomi degli animali e svariate altre parole in inglese solo guardando il cartone tormentone nella lingua originaria. Nonostante ciò sono sempre tante le occasioni in cui mi accorgo che i miei figli, e non solo loro, hanno bisogno di rallentare. Qualche settimana fa a scuola del primogenito perfettino si è scatenata una strana allegria dovuta alla produzione di strani manufatti di carta. La KeNonna cuoca ha insegnato al ragazzetto di casa a costruirsi il giochino con cui la mia generazione ha passato intervalli interi, non chiedetemi come si chiama, non lo so!


Prendete un foglio, uno qualsiasi, e ricavatene un quadrato, potete farlo prendendo un vertice del foglio e piegandolo come in fotografia. La parte che non viene sovrapposta va eliminata. Adesso che avete un quadrato piegatelo in modo che ogni vertice combaci con il centro del foglio.


Otterrete un quadrato più piccolo, giratelo (avanti dietro non sotto sopra!) e seguite nuovamente la stessa operazione cercando di portare i vertici al centro del foglio.


A questo punto potete sbizzarrirvi a fare disegnini o numeri per ogni piccolo triangolino sollevabile che avete ottenuto, poi sollevate i triangolini e scrivete le caratteristiche più carine o buffe che vi vengono in mente. I miei due gnomi impazzivano per ficcanaso e chiacchierone.
Tutto fatto? Allora siete pronti per giocare piegate a metà il quadrato e infilate pollici e indici negli spazi che si saranno creati sotto al quadrato, chiedete a chi vi sta vicino di scegliere un numero e contate alternando pollice - indice serrati e mano allontanate e mani vicine e pollici - indici che si allontanano. Quando avrete finito di contare fate scegliere il numero o il disegnino che più piace alla persona che sta giocando con voi e scopriremo che caratteristica lo rappresenta! 
 
Non so se è un gioco che abbia un senso ma io ho apprezzato che gli/le amichetti/e dei miei figli, si divertissero come matti (tutti anche i più tecnologici), se è vero che dobbiamo stare attenti alle nuove tecnologie, alla velocità con cui i bambini apprendono è anche vero che i nostri figli hanno bisogno di giocare con materiali semplici, di inventarsi i giochi di provare la noia e sapere come superarla, ma questa è una storia che vi racconteremo un’altra volta, adesso diamo un nome a questo gioco?

la KeElle.

mercoledì 19 febbraio 2014

Costumi di Carnevale per mamma e bebè.

Questo è un post dedicato a tutte le mamme con bambini piccoli amanti della fascia, del mei tai, del marsupio e di..... Carnevale.

Potete vestirvi da:


Ragnatela con ragno, stupendo se non avete problemi con gli aracnidi, il tutorial l'ho trovate qui:

 
 
Da ape con apicoltore:
 
 foto di Claire Goss
 
Da albero con gufo annesso, il tutorial l'ho trovate qua
 
foto tratta dal blog humptywaspushedblog
 
 
 
Oppure allargare a tutta la famiglia e vestirsi da creature del bosco:
 
foto tratta dal sito di martha stewart

PS. Già che avete forbici, colla, carta, stoffa in mano che ne dite di buttarsi a fare i lavoretti proposti da Paola di oltreverso? Scaricate il pdf o andate a guardalo qua.


 Buon lavoro.

la Keale
 



 

martedì 11 febbraio 2014

Idee handmade per Carnevale.

Se cercate la soluzione giusta, rigorosamente a costo zero,  per i costumi di carnevale dei vostri figli provate a vedere cosa succede lasciando che si inventino loro qualcosa.



A volte basta un cappello o un paio di orecchie per trasformarsi in una splendida volpe o in un cucciolo di panda.

Altre volte bisogna avere una mascherina (handmade) per non farsi vedere, andate a vedere quelle dell'Uomo ragno di Homemademma e la tigre di MamiChips.

 
Noi vi raccontiamo qualche idea con materiale di recupero in questo articolo su Genitori Channel.

E voi cosa ci suggerite?



giovedì 30 gennaio 2014

Gnocchi di pane.

Eccoci alle prese con una nuova ricetta da sperimentare con tutta la famiglia, vi servono:
250 grammi di pane raffermo
100 grammi di speck
2 uova
Farina, latte, sale ( e se volte pepe) q.b.
Brodo vegetale

 
La bestiolina, la KeNonna cuoca ed io ci siamo date una nuova “mission” per il 2014: sprecare meno cibo possibile. Per ora ce la stiamo cavando egregiamente, l’unico bene alimentare che ci capita spesso di avanzare è il pane, così abbiamo provato a cucinare gli gnocchi di pane.


Prendete il pane vecchio e fatelo a pezzettini (i bimbi di solito in questa operazione sono più bravi degli adulti) bagnate tutto con il latte e lasciatelo riposare per un oretta circa; dopo che il pane si sarà bene ammorbidito potete strizzarlo e mescolarlo allo speck che avrete tagliato a pezzetti e le uova che avrete provveduto a sbattere.

 
Per avere un composto molto omogeneo passate il tutto al mixer, aggiungete a questo impasto la farina fino a quando otterrete un composto omogeneo. Per ottenere un composto piuttosto omogeneo magari vi toccherà impastare un po’, ricordatevi che impastare è un ottimo antistress. 
 
 
A questo punto procedete come meglio credete alla formazione degli gnocchi, a qualcuno piace fare delle semplici palline, noi qualunque sia la ricetta produciamo lunghi salami che poi tagliamo a pezzettini piccoli, e poi procediamo con l’ultima e importantissima operazione che prevede di far correre gli gnocchi lungo la forchetta, facendo una leggera pressione con il pollice per far si che prendano la forma più caratteristica (righine intorno con il buco in mezzo).



Per cuocere questo tipo di gnocchi dovete decidere come prepararvi un buon brodo (noi abbiamo messo a bollire una patata, una cipolla, una carota e una manciatina di sale grosso in due litri abbondanti di acqua). Quando il brodo è pronto ed è bello bollente immergete gli gnocchi, appena verranno a galla saranno pronti, occorre scolarli e metterli in una zuppiera aggiungendo poi il condimento che preferite.
Per il sugo noi abbiamo esagerato: ad un’ottima salsa di pomodoro fresco fatta in casa abbiamo aggiunto circa un etto di Gratin Blue il risultato è stato sublime!

Attenzione: strizzate bene il pane dopo averlo ammorbidito nel latte altrimenti vi servirà molta farina per ottenere un composto omogeneo e alla fine gli gnocchi risulteranno troppo “pesanti”.

Il suggerimento: da poco è venuta a trovarmi un’amica spiegandomi che ha scoperto di essere celiaca, essendo una brava cuoca ha imparato a prepararsi gustosissimi piatti ma ogni volta che prova a farsi il pane con le farine speciali rimane troppo duro, credo che questo sia un ottimo modo per riutilizzare tutti i tipi di pane, specialmente se poco riusciti.

Per non sprecare niente: il brodo si può fare con verdure che poi scolate e tagliate a pezzetti, possono essere condite e mangiate in insalata o fatte saltare in padella, oppure potete utilizzare per fare il brodo parti che generalmente scartate delle verdure come le foglie di sedano e porri, le estremità delle zucchine e delle melanzane ecc.
Naturalmente aspetto di sapere come riutilizzate il cibo avanzato voi e Buon Appetito dalle KeElle.

martedì 14 gennaio 2014

PIzza Peppa Pig.

Queste vacanze natalizie sono state “piene” di cibo, di giochi, di amici, ma anche di tosse e febbriciattola, così quando ci siamo trovati di fronte al consueto “stress da troppi regali ricevuti”, non potevamo uscire a fare la nostra solita passeggiata nei boschi, che tutto guarisce. Naturalmente non ci siamo persi d'animo, abbiamo recuperato una buonissima farina “Misto pane” della nostra azienda agricola di fiducia e poi ci siamo messi ad impastare.


Le Kemate hanno una passione per la pizza sia questa da mangiare, da giocare o da leggere.


La pizza è il nostro piatto preferito, ma è anche un'attività che coinvolge tutta la famiglia nella preparazione, un potente antistress e ultimamente abbiamo scoperto che la pizza stimola la nostra creatività, perché troviamo sempre nuovi ingredienti con i quali farcirle, ultimamente poi stiamo sperimentando nuove interessantissime forme...
La KeElle

martedì 10 dicembre 2013

Laboratorio di giochi a costo (quasi) zero.

Mercoledì scorso eravamo nella fantastica libreria di Biella Cappuccetto Giallo dove abbiamo proposto un laboratorio di giochi a costo (quasi) zero, i memory riciclosi per sviluppare i vari sensi.

 
Memory tattile fatto utilizzando fili di lana, stoffa, plastica, pluriball ma anche elementi naturali come foglie secche e ghiande.
Il memory morbidoso per i bambini più piccoli fatto con feltro e ritagli di stoffa.
Il memory sonoro recuperando i contenitori degli ovetti e riempendoli di pula di farro, noccioli di ciliegia, lenticchie, riso, lavanda, fagioli secchi, ceci, pastina.
Infine il classico memory visivo a forma di ghiacciolo (visto qui), riciclando gli stecchi del gelato e la carta (usata) da pacchi.


Sabato mattina sempre da CappuccettoGiallo ci sarà un nuovo laboratorio a cura di Equipe Arc-en-Ciel “w le pigne”: attività di esplorazione sensoriale con le pigne, si toccano, annusano e si osservano anche dal punto di vista scientifico per scoprire tante curiose caratteristiche: da che albero arrivano, chi le rosicchia e cosa succede se si bagnano.


la KeAle

lunedì 18 novembre 2013

Attività in macchina

A volte capita di doversi ritrovare tutti chiusi in una macchina, dove in pochi metri quadrati tocca convivevere e andare d'accordo con chi non ha i tuoi stessi gusti musicali e con cui non puoi intrattenere una discussione sul tempo o sulla politica, allora tocca arrangiarsi e inventarsi dei giochini adatti a (quasi) tutti del tipo chi è il più veloce a vedere una macchina gialla, ma poi si sa che un gioco così non può durare a lungo, nel giro di un attimo cominciano i primi screzi su chi ha visto per primo e cosa, che non è valido, non è giusto, dai sempre la ragione a lui seguono gli sbuffi e le litigate e in poco tempo sparisce l'armonia dell'abitacolo. 

Allora è il momento dei giochi solitari perché ogni tanto è giusto prendersi i propri spazi, anche in un ambiente piccolo come quello della macchina, basta essere previdenti e portarsi dietro le scatole di latta personalizzate.

Ecco cosa è saltato fuori dalle nostre scatole da macchina


 Figlio 1: un classico i Lego
 Figlio 2: case in legno per un architetto in erba
 Figlio 3: Funghetto-dentarolo in gomma naturale chiamato Chan
Mamma: se non guida sferruzza.


Keale.

venerdì 4 ottobre 2013

Vdl: giochi di magia.


Ritorna a casa nostra e anche al Vdl un libro della seria di Turlututù di Tullet. Poco tempo fa vi avevo parlato dei viaggi oggi invece si parla di magia, il protagonista è sempre lui e nella storia si vede chiaramente il marchio di fabbrica di Tullet, il libro è uno strumento da maneggiare (non) con cura, è da schiacciare, da far ruotare, da grattare e da capovolgerlo.

Franco Cosimo Panini.
 
Si legge volentieri non tanto per la storia che non c'è ma per seguire lo strampalato protagonista da un occhio solo nei suoi continui spostamenti: sparisce, ricompare, finisce in strane situazioni, cambia colore a seconda di dove si trova. Ma non basta stargli dietro bisogna anche seguire i suoi consigli: invita infatti  chi ascolta a fare il solletico, tirare i capelli e a fare una boccaccia a chi ti sta leggendo il libro e suscita risate e gridolini di stupore quando fa comparire caramelle o un gelato extra-large.

L'iniziativa il venerdì del libro è del blog di homemademamma.



Se vuoi vedere i nostri precedenti VDL li trovi qui.



Keale.

martedì 1 ottobre 2013

La notte dei ricercatori.

Da due anni a questa parte l’ultimo venerdì del mese di settembre partecipiamo alla “Notte dei ricercatori” manifestazione promossa dalla Commissione Europea che si svolge in diverse città d’Italia si dal 2005. L’obbiettivo è quello di promuovere l’importanza della ricerca scientifica attraverso incontri tra cittadini e ricercatori.
 L’anno scorso avevamo visitato i laboratori dove studiano le differenze tra i diversi tipi di tessuto, ci eravamo innamorati della storia della seta e poi eravamo finiti a fare un gustoso aperitivo, dove ragazzi dell’associazione Scienza attiva stupivano i bambini con divertentissimi esperimenti. 
Quest’anno invece abbiamo giocato a “studiare” il DNA, prima costruendo una catena umana in cui ogni bambino rappresentava una base azotata, o uno zucchero o una molecola di acido fosforico, poi abbiamo cercato di rendere il concetto su un foglio armati di forbici e colla.


Il meglio ce lo siamo lasciati alla fine quando abbiamo potuto gustare un aperitivo “molecolare”, è bastato un po’ di succo alla pera o alla mela e una buona dose di azoto liquido ed ecco pronti dei buonissimi simil-sorbetti. Per i grandi c’è stata anche l’occasione di gustare insieme alla pera il rhum, con relativa spiegazione (che vi risparmio) sulla differenza tra l’assumere l’alcol da liquido come facciamo di solito o da solido come ci veniva proposto. Siccome tra la mia truppa di fedeli al seguito avevo anche un adolescente è stato molto utile fargli ascoltare in modo divertente cosa succede al nostro corpo quando si esagera con l’alcool. 


Quindi cosa dovete fare? Prendete appunti per il prossimo anno: ultimo venerdì del mese di settembre, cercate l’evento a voi più vicino e raccontateci cosa avete fatto di esilarante!

la Keelle.

venerdì 27 settembre 2013

Vdl: il gioco delle Mappe.

Questa settimana ho deciso di presentare al Vdl un libro che non è un libro ma un istruttivo album da disegno “Il gioco delle mappe -Impara la geografia disegnando” di Aleksandra Mizielinska e Daniel Mizielinski per Elektakids. 


Appena l'ho visto non ho resistito e l'ho subito messo in borsa, si fa per dire visto che è un librone e in borsa proprio non ci sta, lo trovo perfetto per chi ha la sindrome del foglio bianco e non sa mai cosa disegnare o da dove partire, qui è pieno di ottimi spunti, si può inventare la propria bandiera, aiutare un Maori a riempirsi la faccia di tatuaggi tribali, o disegnare l'attrezzatura da portare per una spedizione sull'Everest, ma ci sono anche spunti più seri, disegnare i monumenti che si conoscono in una mappa dell'Italia, o disegnare quelli di alcune città europee e collocarli nel posto giusto. Le pagine sono staccabili per cui si può anche incorniciare l'opera o usare il retro del foglio per continuare il proprio disegno.

Questo libro/album da disegno arriva dopo il successo del precedente libro degli stessi autori “Mappe – Un viaggio ideale tra le terre, i mari e le culture del mondo” Premio Andersen 2013 Miglior libro di divulgazione. Qui un link per scoprire tutti i libri vincitori dell'ultima edizione.

L'iniziativa il venerdì del libro è del blog di homemademamma.

Se vuoi vedere i nostri precedenti VDL li trovi qui.

Keale.

 

giovedì 29 agosto 2013

Io l'ho fatto così: l'era glaciale.

L'idea l'ho vista in giro così tanto tempo fa che ormai non mi ricordo più neanche dove l'ho vista, è semplicissima e per questo forse rende l'attività ancora più geniale. Basta mettere in freezer un contenitore con piccoli giochi e acqua, aspettare che si formi il ghiaccio e poi via di martello e scalpello ad imitare il lavoro di archeologi e paleontologi. 


Piccoli accorgimenti:


-se si realizza un bel blocco di ghiaccio potrete tenere occupati i vostri bimbi anche per una buona mezz'ora.



-se mettete nel blocco vecchi giochini che non avevano mai considerato, una volta liberati dalla morsa del ghiaccio si trasformeranno magicamente in un nuovo gioco.


Attenzione questa attività crea dipendenza, e in men che no si dica vi ritroverete il freezer pieno di cubotti di ghiaccio. 

Keale 

PS: Approffittiamo di questo post per prenderci una piccola pausa da questo blog, staremo qualche giorno off line, ci risentiremo dopo la girandola dell'inizio della scuola. A presto.

le Kemate

mercoledì 7 agosto 2013

L’ingrediente segreto

In questi giorni tutti i nostri vicini di casa stanno impazzendo a cercare di capire quale è l’ingrediente segreto che rende così buona la torta al cioccolato che abbiamo fatto assaggiare a tutti.



È un gioco che sta ci sta entusiasmando, perciò ho pensato di postarvi questa bella ricetta, sono sicura che anche i vostri amici faticheranno a capire che l’ingrediente segreto è rappresentato dagli ZUCCHINI!!!


Ingredienti:

1 Kg di zucchini
½ bicchiere di latte
4 uova intere
2,5 Hg di amaretti
3 cucchiai di zucchero
3 cucchiai di cacao amaro
1 bicchierino di liquore
½ bustina di lievito
4 cucchiai di fecola di patate (oppure di amido)

Procedimento: 
 
Tagliate gli zucchini a cubetti e fateli cuocere nel ½ bicchiere di latte, frullateli e lasciateli raffreddare (molto importante non lavorare il composto caldo!).
Nel frattempo sbattete le 4 uova, tritate gli amaretti, e unite mescolando tutti gli ingredienti (zucchine cotte, frullate e raffreddate incluse).
Infornate a 180° per 50 minuti circa.
La torta è buona se fredda, ha la consistenza del “Bunet”, o di una specie di budino per i chi non conosce il dolce piemontese appena citato.

P.S. la ricetta NON è mia, me l’ha passata la KeNonna Cuoca, le è arrivata da una sorella, che l’ha avuta da un’amica e da qui ne ho perso le tracce, se qualcuna di voi si scopre come l’autrice di questo dolce non esiterò a scrivere un post per farle pubblicità, odio chi copia e poi spaccia tutto come proprio.

La KeElle




mercoledì 26 giugno 2013

Rosso come...

Oggi si gioca con il rosso, si mangiano cibi rossi, si fanno lavori con il rosso, ci si veste di rosso.

 
Neanche il tempo di scattare la foto che già il primo gioco è sparito, seguito a ruota dalle fragole e dai pomodori, il libro da cui abbiamo preso spunto “Rosso come” è stato letto e riletto, e poi ognuno è andato per la sua strada con il suo oggetto rosso, chi non poteva e non sapeva ribellarsi a questa regola è stato vestito come un fragolone gigante, pannolino compreso.


E voi oggi di che colore siete?

la Keale.
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